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Le Chiacchiere

Frappe, galàni, bugie…ed ancora cenci, frittole, crostoli…e non è finita qui! Questi sono solo alcuni dei nomi con i quali i dolci che rappresentano per eccellenza il periodo del Carnevale vengono conosciuti in giro per l’Italia. In Sicilia prendono il nome di chiacchiere! Lo sa bene la nostra Social Reporter Monica Bertucci, blogger nonchè moglie di uno chef, che ci porterà alla scoperta delle origini di queste dolci bontà rivelandoci, inoltre, la sua personale ricetta!

Le Chiacchiere di Carnevale

Nel Lazio le chiamano frappe, a Venezia sono galàni, per i piemontesi sono le bugie; e ancora cenci, frittole, crostoli… e non è finita qui! Questi sono solo alcuni dei nomi con i quali questo dolce è conosciuto in giro per l’Italia, il dolce che per eccellenza rappresenta il periodo del Carnevale. Noi siciliani le chiamiamo chiacchiere.

Un tripudio di fritto, croccantezza e zucchero a velo che ogni tanto, specie a Carnevale, è giusto concedersi! Ma quando nascono le chiacchiere?

Si pensa che la loro origine sia da far risalire al periodo dell’antica Roma e si identificano più precisamente nelle frictilia, dolci protagonisti delle Saturnali, festività che corrispondevano al nostro Carnevale. Simili proprio alle chiacchiere odierne, le troviamo descritte da Apicio, gastronomo dell’antica Roma, che nel suo De re coquinaria parla di “frittelle a base di uova e farina di farro tagliate a bocconcini, fritte nello strutto e poi tuffate nel miele”, preparate in gran quantità e distribuite per tutto il periodo.

Proprio come allora, anche oggi di chiacchiere se ne preparano tante, tantissime! Se adesso, però, l’uso dello strutto è quasi totalmente scomparso, gli ingredienti di base, semplici, sono quasi sempre gli stessi: farina, uova, zucchero e burro.

Ogni regione poi, a prescindere dal nome dato a questo dolce, ha la sua peculiarità che può riguardare la preparazione, la forma o semplicemente la componente alcolica utilizzata; sì, perché l’alcool nelle chiacchiere è essenziale in quanto funge da lievito (elemento, questo, non previsto dalla ricetta) contribuendo anche alla formazione delle bolle caratteristiche (e se stai storcendo il naso sul suo uso, nessun problema: durante la cottura l’alcool evaporerà lasciando solo l’aroma del distillato scelto).

Qui in Sicilia, per esempio, l’uso del Marsala è abbastanza diffuso, e l’aroma che rilascia non passa di certo inosservato. E proprio perché ci troviamo nella culla della famosa Conca d’Oro, una bella grattugiata di scorza di limone è il tocco in più!

Adesso però basta “chiacchiere”, mettiamoci al lavoro!

La ricetta

Ingredienti per circa 25 chiacchiere:

  • 180 g farina 00
  • 40 g zucchero
  • 25 g burro morbido
  • 1 uovo
  • Scorza grattugiata di un limone
  • 2 cucchiai marsala
  • 1/2 cucchiaio vino bianco secco
  • Zucchero a velo
  • Olio di semi per friggere

Preparazione:

Inizia disponendo la farina in una ciotola o sulla spianatoia; aggiungi lo zucchero, un pizzico di sale e la scorza grattugiata del limone.

Chiacchiere - Preparazione 1

Fai un foro al centro e inserisci l’uovo, il Marsala, il vino ed inizia ad amalgamare gli ingredienti; aggiungi il burro morbido e continua ad impastare fino ad ottenere un impasto compatto e liscio.

Forma un panetto, copri con la pellicola e lascia riposare a temperatura ambiente per minimo un’ora.

Chiacchiere - Impasto

Dividi l’impasto in due parti e inizia a creare le sfoglie; che siano realizzate a mano o con la sfogliatrice non importa, purché l’altezza della sfoglia non superi i 2 mm. Se utilizzi la sfogliatrice, arriva fino alla penultima tacca della macchina e ricorda di ripiegare più volte la sfoglia: questa operazione aiuta a sviluppare le bolle in frittura.

Aggiungi della farina se l’impasto risulta ancora morbido e appiccicoso.

Chiacchiere - Preparazione

Ottenute le sfoglie, taglia le chiacchiere utilizzando una rotella dentata o semplicemente un coltello a lama liscia. Friggi in abbondante olio di semi a 175° mettendo al massimo tre chiacchiere per volta.

Chiacchiere piatto finito

Scolale e adagiale su carta assorbente.

Non appena si saranno raffreddate arriva la parte più divertente: spolverale, anzi no, riempile di zucchero a velo!

Monica Bertucci
Monica BertucciBlogger

Un po di Monica

Sono Monica, appassionata delle mille sfaccettature della mia amata Sicilia! Grazie al mio lavoro in ambito turistico ho avuto la fortuna di apprezzare appieno tradizioni, enogastronomia ed i magnifici luoghi che la mia terra ha da offrire.

Coltivo da sempre l’amore per la cucina e, da poco tempo, ho deciso di pubblicare un blog di cucina. Qual è il segreto delle mie ricette? Sono la moglie di uno chef!

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