Un’arte millenaria Custodita e Rinnovata

L’arte del mosaico monrealese è conosciuta nel mondo grazie alla monumentalità degli oltre seimila metri quadrati di rivestimento musivo del suo Duomo. Un’arte antica tenuta ancora oggi viva dalla Scuola per il mosaico e dalle maestranze artigiane del paese.

I mosaici del Duomo

Probabilmente realizzati nel breve arco di due anni, da maestranze bizantine affiancate da quelle siciliane, i mosaici raccontano per immagini, in 130 quadri, le storie del Vecchio Testamento e la Vita di Cristo, con legenda in greco e latino, seguendo un preciso schema basato su un principio stabilito sotto il pontificato di Adriano I nel secondo Concilio di Nicea (787 d.C.).

Nel racconto in mosaico si ripropone il piano divino per la salvezza universale, partendo dalla creazione del mondo e dell’uomo che, con il peccato originale, è costretto al lavoro e all’espiazione, fino all’intervento di Dio che sceglie il suo popolo per prepararlo alla salvezza (navata centrale). La realizzazione del piano è rappresentata dalla venuta di Cristo che attraverso la sua vita (transetto) e le sue opere (navate laterali) porta alla salvezza.

Il sontuoso colonnato del Duomo di Monreale traccia il cammino verso colui il quale rappresenta l’inizio della missione di salvezza, ed infatti volgendo lo sguardo verso l’abside centrale è possibile ammirare la maestosa figura (alta ben 12 metri) del Cristo Pantocratore con la scritta in greco “Pantocràtor” (Gesù Cristo l’onnipotente), che dall’alto sembra scrutare ogni singolo angolo della basilica. Il Cristo è raffigurato con indosso una tunica rossa a simboleggiare la regalità ed un manto azzurro ad indicarne l’umanità (Cristo uomo), l’oro infine rappresenta la divinità.

Sotto la figura del Cristo è raffigurata la Vergine col Bambino, con la scritta greca “Panacròntas” (tutta immacolata), affiancata dagli apostoli e da figure angeliche, mentre l’ultima fascia è dominata dalla presenza di figure dei santi. Al centro del sottarco è raffigurato il trono del giudizio, mentre sopra la parete del trono regale e su quella del soglio arcivescovile è possibile ammirare le scene di re Guglielmo II che offre in dono la sua chiesa alla Vergine e mentre riceve la corona dalle mani di Cristo.

Le scene che narrano il tema della salvezza universale si sviluppano su due registri che trovano il loro punto di inizio nel grande arco del presbiterio.

Il registro superiore comincia con la creazione della materia dal caos informe e termina con Adamo nell’eden. Nelle due scene che sormontano la porta maggiore è raffigurata la creazione di Eva e la sua presentazione ad Adamo. Nella parte sinistra del transetto, la scena inizia con la scena di Eva ed il serpente tentatore, e termina con la raffigurazione di Dio che ordina la costruzione dell’arca a Noè.

Posando lo sguardo sulla parte destra del transetto è possibile osservare le scene di Noè che fa costruire l’arca, le raffigurazioni del diluvio, la torre di Babele e la visita dei tre angeli ad Abramo. Nelle due scene che sovrastano la porta maggiore sono raffigurate l’espidosio di Sodoma distrutta per volontà di dio e la trasformazione delle mogli di Loth in statue di sale.

Il registro inferiore nella parte sinistra del transetto inizia con la raffigurazione del sacrificio di Isacco, ed i vari episodi di Giacobbe che terminano con sua vittoria, che gli consente di ottenere la benedizione ed il cambiamento del nome in Israele. Le scene del transetto sono dedicate all’esposizione della vita di Gesù: l’episodio di Zaccaria che diviene muto dopo l’incontro con l’arcangelo Gabriele (2 scene), l’Annunciazione della nascita a Maria, la vita infantile (9 scene), l’episodio delle nozze di Cana ed il primo miracolo operato ed infine il battesimo nel fiume Giordano.

Sul lato destro del transetto, 15 scene narrano la vita adulta di Gesù, dalla tentazione del demonio nel deserto, ai vari miracoli quali la guarigione del paralitico, del cieco, alla resurrezione di Lazzaro, ed il suo interrogatorio davanti a Pilato. Sul lato sinistro altre 15 scene, dalla Crocifissione di Gesù sul Calvario, alla Resurrezione, alla apparizione alla Maddalena ed ai due apostoli, alla pesca miracolosa, ed infine alla discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli nel giorno di Pentecoste.

Le absidi delle navate laterali ospitano, nel catino, le due immagini di S. Pietro (a destra) e S. Paolo (a sinistra) seguiti da episodi significativi della loro vita.

Informazioni

Piazza Guglielmo II

Monreale

Feriali: 8:30 – 12:45 | 15:30 – 17:00

Festivi: 8:00 – 10:00 |  15:30 – 17:30

Durante le celebrazioni non è consentito effettuare visite.

Lu-Me-Ve: 9:00 – 13:00

Telefono: 327.3510886

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I Cicli musivi

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Le scene della nostra vita sono come rozzi mosaiciGuardate da vicino non producono nessun effetto, non ci si può vedere niente di bello finché non si guardano da lontano.

Arthur Schopenhauer

La Scuola per il Mosaico

Gli innumerevoli interventi volti al restauro ed alla conservazione dell’immenso patrimonio musivo del duomo hanno determinato l’esigenza di istituire in loco una scuola legata al mosaico.

Diverse testimonianze storiche confermano che già alla fine del 400 le opere di restauro, della vasta superficie in mosaico del Duomo, furono portate avanti dal mosaicista monrealese Mastro Masi Oddo, anche se lo storico Gaetano Millunzi ipotizza che antecedentemente a quell’epoca esistesse già una scuola di mosaico a Monreale.

Pietro Antonio Novelli (padre del famoso Pietro) al quale fu affidato l’incarico di restaurare i fregi e le decorazioni, Pietro e Angelo Masi (figli di Pietro Oddo), Geronimo Di Bartolomeo, Pietro e Vincenzo Nicolosi, insieme ai figli Biagio e Antonio, Cosimo La Piana e Giuseppe De Lapi sono solamente alcuni degli artisti che portarono avanti nel corso dei secoli, sino ai giorni nostri, il lavoro intrapreso da Masi Oddo occupandosi, oltre che del restauro, anche della creazione di nuovo mosaico.

Scuola per il Mosaico di Monreale

Nel 1955 il mosaicista Vincenzo Romano tenne in città il primo corso di mosaico mentre il vero punto di svolta per l’insegnamento dell’arte musiva a Monreale si ebbe nel 1959 quando il prof. Benedetto Messina, al fine di mantenere viva la tradizione del mosaico, fondò a Monreale la Scuola Comunale di Mosaico che già dopo soli pochi anni (1961) venne riconosciuta dal Ministero ed elevata a Istituto Statale d’Arte.

Nei primi anni ottanta l’Istituto venne trasferito nei locali attuali, in via Biagio Giordano, e fu intitolato alla memoria del Capitano Mario D’Aleo barbaramente assassinato assieme ai suoi collaboratori il 13 Giugno 1983. All’interno dell’Istituto fu allestito un piccolo Museo storico con fotografie, documenti, articoli di giornali, alcuni dei primi lavori eseguiti dagli allievi, al fine di ricordare ai posteri l’entusiasmo degli inizi e spronare i giovani per fare ancora e sempre di più.

L’istituto ancora oggi porta vanti la sua missione di tenere in vita la millenaria arte per il mosaico insegnando ai giovani la difficile tecnica dei mosaicisti bizantini.

Girando per i vicoli della città è possibile trovare dei bravi maestri artigiani, provenienti dalla scuola, che realizzano opere di grande gusto e qualità. Frequentatene le botteghe e fatevi spiegare i loro metodi di lavoro, gustatevi la perizia tecnica delle loro mani all’opera ed ammirate i capolavori da loro realizzati. In ogni caso, se dovete fare un acquisto, evitate di comprare le banali realizzazioni di scarsa qualità fatte apposta per il turista medio.

Informazioni

via Biagio Giordano, 14

Monreale

Telefono: 091.6404450

@: pais00800l@istruzione.it

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