Il Duomo di Monreale. Arte, Religione, Incanto.

Il Duomo di Monreale è considerato uno dei più spettacolari templi della Cristianità, impreziosito al suo interno da straordinarie raffigurazioni bizantine realizzate in mosaico che lo rendono uno dei monumenti più importanti e ammirati d’Italia e del mondo.

Il Duomo di Monreale

Il Duomo di Monreale, o Basilica Cattedrale di Santa Maria la Nuova, fu costruito nel 1174 da Guglielmo d’Altavilla sui fianchi scoscesi del Monte Caputo a dominare tutta la Conca d’Oro ed è oggi sede vescovile dell’arcidiocesi di Monreale. 

I mosaici, che impreziosiscono il Duomo di Monreale, costituiscono la più grande decorazione di questo genere in Italia (superiore anche a quella della Basilica di San Marco a Venezia) con 0,75 ettari di tessere di pietra ed almeno 100 milioni in vetro a formare una superficie complessiva di 6240 metri quadri, seconda al mondo per estensione solamente alla chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli.

Il prezioso organo custodito all’interno del Duomo di Monreale, si compone di ben 8.000 canne. E’ inoltre l’unico organo in Italia ad avere una consolle con sei tastiere.

La leggenda del Duomo di Monreale

Diversamente da Guglielmo I, Guglielmo II è passato alla storia con il soprannome il Buono. Questa fama fu costituita dalla meravigliosa costruzione architettonica del Duomo di Monreale.

La leggenda narra che re Guglielmo II era devotissimo alla Madonna e che la Madonna gli volle fare un miracolo. Infatti un giorno mentre era a caccia a Monreale, stanco dalle fatiche si addormentò sotto un albero di carrubo.

Nel sonno gli apparve la Madonna che gli disse: “Nello stesso posto dove tu stai dormendo c’è nascosto un grande tesoro: scava e quando lo trovi costruisci in questo stesso luogo un tempio“; detto questo la Madonna scomparve.

Il buon re svegliatosi, ed impressionato dal sogno, chiamò i suoi uomini e ordinò di sradicare il carrubo. Fatta una buca profonda apparve veramente il tesoro, tanto che il re stesso rimase sbalordito.

Re Guglielmo fece chiamare i migliori architetti, i più esperti muratori e i più bravi mosaicisti “i mastri di l’oru” e subito si diede inizio ai lavori realizzando così una meraviglia architettonica: il Duomo di Monreale.

I Siciliani furono entusiasti dell’eccezionale bellezza del Duomo di Monreale, tanto da promuovere ad “imperatore” il buon re Guglielmo.

Così citano alcuni versi popolari:

Binidittu lu mastru chi la fici, lu ‘mperaturi chi la fici fari!
Di quantu è riccu ‘un si cunta e ‘un sidici, non c’è oru, né argentu, né dinari.
Maria, ch’è di li celi ‘mperatrici, dissi: “Lu tronu meu mi vogghiu fari”.
L’angili amanna a fari la Matrici e firmare lu volu a Murriali.

Benedetto il maestro che ha fatto questa chiesa è l’imperatore che la fatta costruire!
Non si può dire quanto sia ricca non c’è oro, né argento, né denari (è impagabile)
Maria, che è l’imperatrice dei cieli disse: “Mi voglio costruire il mio trono”
Mandò gli angeli a innalzare la chiesa madre ed essi fermarono il volo a Monreale.

L’esterno del Duomo di Monreale

In piazza Guglielmo II, si può ammirare la facciata più famosa del Duomo di Monreale, compresa tra due torri tipicamente normanne. La torre campanaria è più bassa dell’altra, per essere stata in parte abbattuta da un fulmine nel 1807. Sulla torre campanaria campeggia un grande orologio con la scritta “tuam nescis” (“Non conosci la tua”).

La facciata del Duomo di Monreale presenta un portico settecentesco a tre arcate, sormontato da una balaustrata, sopra la quale si notano le arcate intrecciate di calcare e lava che sono una decorazione tipicamente araba. E’ importante sostare a contemplare la facciata, che è per la chiesa ciò che il viso è per l’uomo: il manifestarsi del suo mistero interiore.

Il Portale

Il portale del Duomo di Monreale, opera di Bonanno Pisano (1186), è a due battenti, composto da quarantasei formelle con episodi biblici. In quest’ultime alcune scritte abbreviate spiegano il contenuto della scultura, in lingua latina o in volgare.

Costeggiando piazza Vittorio Emanuele si può ammirare il portico cinquecentesco di Giandomenico e Fazio Gagini. Sotto il portico del Duomo di Monreale c’è un portale ornato da fasce a mosaico, con battenti bronzei, opera di Barisano da Trani. I battenti sono adornati da 28 formelle a rilievo, con storie sacre, figure di santi e immagini mitologiche e profane.

Le Absidi

Proseguendo la visita esterna del Duomo di Monreale, è possibile vedere le tre absidi. Decorate ad archi intrecciati, a rosoni, a tarsie geometriche bicrome (calcare e lava), che evidenziano un’infinita varietà di soluzioni e una grande creatività, perché l’operaio, che in epoca medievale non è schiavo, è lasciato libero di esprimersi.

Gli interni del Duomo di Monreale

L’interno del Duomo di Monreale ha una struttura basilicale a tre navate, concluse dal transetto e da tre absidi. Le tre navate sono divise da 18 colonne antiche, di epoca romana, con capitelli, caratterizzati da divinità clipeate, fra cornucopie (il riutilizzo di materiale, usato per edifici pagani, in costruzioni cristiane dimostra che il cristianesimo non nega valore a ogni sforzo che fa l’uomo per raggiungere il mistero; anzi, lo valorizza nella certezza che Cristo è la risposta definitiva al desiderio del cuore dell’uomo).

All’interno del Duomo di Monreale, è da notare la diversità tra le sculture romane dei capitelli e la decoratività cristiana espressa nella fascia musiva di omini che lodano Dio. Le prime sono sempre uguali, la seconda è sempre diversa e molto creativa.

Elementi tipicamente bizantini, visibili all’interno del Duomo di Monreale, sono i pulvini (elemento architettonico strutturale a forma di tronco di piramide rovesciata, posto fra il capitello e l’imposta dell’arco), la crociera del transetto (corpo architettonico che interseca la navata centrale all’altezza del presbiterio) a pianta quadrata e la decorazione musiva. Elementi arabi sono le arcate ogivali, il soffitto ligneo con decorazione policroma geometrizzata e la decorazione a stalattiti stilizzate, nella crociera.

Il Colonnato

Seguendo le colonne, si percorre un cammino verso l’origine, verso Colui attraverso il quale l’uomo può divenire pienamente se stesso. Nel catino absidale del Duomo di Monreale, infatti, vi è la figura imponente del Cristo benedicente, con la scritta in greco “Jesùs Cristòs o pantocràtor” (Gesù Cristo l’onnipotente). Egli indossa una tunica rossa lumeggiata di oro e un manto azzurro. Il rosso e l’oro sono i colori che simboleggiano la regalità e la divinità; l’azzurro è il colore che rappresenta l’umanità. Infatti Cristo, figlio di Dio, si è rivestito della natura umana.

Sotto di Lui, vi è la Madonna, accompagnata dalla scritta greca “panacròntas” (tutta immacolata), attorniata da angeli e apostoli. Più in basso, uno stuolo di santi nell’abside sinistro. Queste immagini ci dicono chiaramente che a Cristo si giunge attraverso il sostegno e la compagnia della Chiesa.

Le Absidi

La zona absidale del Duomo di Monreale è rigorosamente orientata verso est, verso la luce (Cristo è la luce del mondo). Tutte le pareti sono rivestite di mosaici a fondo dorato. I mosaici sono posti al di sopra dell’alto zoccolo di lastre marmoree, terminanti con una decorazione che rappresenta degli omini stilizzati che lodano Dio. Anche le parti che non sono visibili dal fruitore sono ugualmente rifinite a mosaico, perché Dio scruta tutto e giunge a vedere anche ciò che per l’uomo è invisibile.

Le Navate

Le pareti superiori della navata centrale del Duomo di Monreale narrano episodi dell’Antico Testamento, dalla creazione del mondo ad Adamo nel paradiso terrestre (nella parete destra); dalla creazione di Eva alla sua presentazione ad Adamo (nel retro-facciata); dalla tentazione di Eva a Noè, che dà indicazioni per costruire l’arca (nella parete sinistra).

Nel piano inferiore delle pareti della navata centrale, troviamo a destra episodi che vanno dalla costruzione dell’arca di Noè ad Abramo che ospita i tre angeli; nella parete sinistra, dal sacrificio di Isacco alla lotta di Giacobbe con l’angelo. Seguono le storie di Cristo.

Nelle absidi delle navate laterali vi sono la figura di S.Paolo e la sua storia (a destra) e la figura di S.Pietro e la sua storia (a sinistra).

I Mosaici

I mosaici del Duomo di Monreale sono un’opera teologica (parlano di Dio) e teofanica (mostrano Dio). La decorazione musiva ha finalità didattica, cioè insegna la fede. In un momento storico in cui i libri venivano copiati a mano e quindi solo poche persone potevano possedere una Bibbia o parte di essa, quando la stragrande maggioranza dei cittadini era analfabeta, il mosaico (come la pittura e la scultura) costituiva la “Biblia pauperum” cioè la Bibbia dei poveri, perchè serviva a mostrare visivamente a tutti ciò che il sacerdote predicava e insegnava. Così i fedeli potevano fare memoria della storia della salvezza più facilmente.

Nel Duomo di Monreale, alla raffigurazione biblica, segue l’annuncio dell’avvenimento di Cristo e, alla descrizione della verità rivelata, si accompagna la sua realizzazione nella vita dei santi, uomini come noi, in carne e ossa, perché la preoccupazione di insegnare il metodo cristiano precede quella di suscitare devozione.

Il Presbiterio

Il presbiterio, rialzato di alcuni gradini rispetto al resto della chiesa, occupa interamente l’area della crociera, nella quale è cinto da transenne neogotiche, e dell’abside maggiore. Ospita, nella crociera, su due file gli stalli lignei del coro, in stile neogotico e, sotto l’arco absidale, contrapposti, il trono reale e la cattedra episcopale. L’altare maggiore barocco è una raffinata opera del 1711, eseguita dall’argentiere romano Luigi Valadier. L’altare del Duomo di Monreale è arredato da sette candelabri bronzei del XVI secolo e da sei statue in bronzo dorato (S. Rosalia, S. Benedetto, S. Paolo, S. Pietro, S. Castrenze, S. Luigi IX) dovute allo stesso Valadier.

Sul fianco destro della navata centrale, sono posti i sarcofagi in porfido di Guglielmo I e di Guglielmo II il Buono. Sul lato sinistro, dentro tombe ottocentesche, si trovano le spoglie di Margherita di Navarra e di Sicilia, moglie di Guglielmo I, e dei figli Ruggero ed Enrico.

Il Soffitto ed il Pavimento

L’organo a canne del Duomo di Monreale è stato costruito tra il 1957 e il 1967 dalla ditta organaria padovana Fratelli Ruffatti ed è il secondo organo siciliano per grandezza dopo quello del duomo di Messina.

La consolle maggiore è collocata alla sinistra dell’altare barocco ed è costituita da un mobile in legno decorato con rilievi scultorei. Essa conta sei tastiere di 61 note ciascuna e pedaliera concavo-radiale di 32 note e 195 placchette a bilico per i registri, gli accoppiamenti, le unioni e gli annullatori. Sul lato opposto, invece, vi è una seconda consolle, con due tastiere di 61 note ciascuna e pedaliera concavo-radiale di 32 note, che comanda il corpo situato dietro l’altare.

Il Tesoro

Al Tesoro si accede traversando la fastosa cappella del Crocifisso ricca di intarsi marmorei e sculture (sull’altare Crocifisso ligneo quattrocentesco di scuola siculo-catalana) edificata nel XVII sec. Il Tesoro del Duomo di Monreale consta di un reliquiario barocco, detto della “Sacra Spina”, altri reliquari di varia età, una cassettina di rame forse di età normanna, una pregevole pisside con figure, un pastorale del XVII sec., vari arredi sacri e codici. La Cappella del Tesoro è di epoca barocca.

Informazioni

Piazza Guglielmo II

Monreale

Feriali: 8:30 – 12:45 | 15:30 – 17:00

Festivi: 8:00 – 10:00 |  15:30 – 17:30

Durante le celebrazioni non è consentito effettuare visite.

Lu-Me-Ve: 9:00 – 13:00

Telefono: 327.3510886

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