La Natura a Due Passi dall’Arte

Siete alla ricerca di un’escursione facile, dal grande fascino ma adatta anche ai bambini? Se vi trovate fra Palermo e Monreale ecco il percorso che fa per voi. A due passi dalla famosa città normanna, nella frazione di Pioppo, è possibile avventurarsi lungo un meraviglioso percorso fluviale naturalistico caratterizzato da una particolare cascata chiamata “Naca Nica”.

Fiume Sant’Elia e cascata “Naca Nica”

Nelle immediate vicinanze di Monreale esiste un luogo magico che conoscono ancora in pochi. Un corso fluviale dalle acque limpide e fresche avvolto da una vegetazione lussureggiante. Questo luogo di straordinario interesse naturalistico è localizzato nelle vicinanze della frazione monrealese di Pioppo (a circa 7 km a ovest della cittadina normanna) lungo un percorso, recuperato in tempi recenti dall’Azienda Foreste e dal Comitato Pioppo Comune, che si snoda dalla sorgente del fiume Sant’Elia e si dirama verso valle.

Il fiume Sant’Elia, maggiore affluente del più noto fiume Oreto, nasce lungo la dorsale fra Monte Matassaro – Renna e Cozzo Aglisotto. Il suo bacino si sviluppa per circa 6 km in una fascia orografica bassomontana e altocollinare, con alveo poco profondo e ristretto a pochi metri che attraversa terreni a moderata pendenza.

Il Sant’Elia un tempo, oltre a costituire un’importante risorsa idrica per l’irrigazione dei terreni limitrofi, fungeva da “lavatoio pubblico” (luogo nel quale le massaie andavano a lavare i panni), forniva l’energia necessaria al funzionamento del “vecchio mulino” ottocentesco e, in estate, grazie alle sue “nache” (piscine naturali dislocate lungo il corso fluviale) diveniva luogo di balneazione per i monrealesi in cerca di refrigerio dalla calura.

Il percorso naturalistico, che copre una distanza di circa 900 metri, ha inizio a Pioppo dal ponte di via Molino, uno dei pochi punti di attraversamento del fiume. Il sentiero è inserito in un contesto caratterizzato dalla presenza di significativi segni di antropizzazione quali: il vecchio mulino, i resti del “cunnuttu” (canale in pietra dove veniva immessa l’acqua del fiume attraverso uno sbarramento detto “prisa”) e la “vutti” (ossia la struttura muraria in elevazione che portava in sommità la “saja”, il canale attraverso cui l’acqua affluiva al di sopra del locale di molitura).

La parte terminale del sentiero è contraddistinta dalla presenza di una caratteristica cascata ai cui piedi si costituisce un piccolo bacino di calma detto “Naca Nica”.

Nel tratto a monte del ponte di via Passo d’Api, il percorso fluviale naturalistico culmina con la sorgente, dove è possibile ammirare il fenomeno di affioramento delle acque dalla falda acquifera presente nel sottosuolo.

Il letto fluviale, grazie alla sua particolare conformazione integrata nella valle, presenta la particolare presenza di differenti habitat che si alternano in funzione dei diversi livelli della sezione fluviale. L’idrofauna del luogo, già di per se ricca, è ulteriormente impreziosita dalla presenza della testuggine siciliana, una rarissima specie di tartaruga, predatrice di molluschi, crostacei e forme larvali di anfibi. La presenza di questo esemplare testimonia una ricca mesofauna favorita dalle acque ben ossigenate del fiume Sant’Elia.

La lussureggiante area verde circostante si caratterizza per l’elevato valore floristico. Sono state infatti censite e catalogate oltre 30 essenze tra le quali il Salix alba (salice bianco), l’Equisetum arvenze (Equiseto), il Plantago major (Piantaggine maggiore), la Solanum dulcamara ( Morella rampicante), l’Hedera helix (Edera comune), la Carex pendula Huds (Carice maggiore), l’Arundo donax (Canna domestica) e l’Urtica membranacea (Ortica).

Oggi la sorgente del fiume San’Elia è da considerarsi come un luogo nel quale abbracciare la natura e fare pace con il mondo. Una serie di cartelli, indicanti il sentiero che segue il corso naturale del fiume e giunge sino alla sorgente, rendono il percorso facilmente raggiungibile e visitabile in sicurezza. Il percorso, adatto sia ai grandi che ai più piccoli, è infatti visitabile in qualsiasi giorno dell’anno anche se il periodo migliore per programmare una visita è nelle giornate assolate tipiche della primavera e dell’estate. Si sconsiglia di visitare il fiume nei giorni di pioggia e in quelli successivi ad abbondanti precipitazioni in quanto il fondo potrebbe risultare irregolare rendendo il sentiero fangoso e difficilmente percorribile.

Va inoltre sempre ricordato che luoghi come il Sant’Elia non sono soltanto dei piccoli angoli di paradiso per gli esseri umani, ma sono soprattutto l’habitat di numerosissime specie di piante e animali. Per non sbilanciare il delicato equilibrio di questi ecosistemi, è importante proteggere la natura e trattare con la massima cura il mondo animale e vegetale del luogo.

Informazioni

Via Molino

Pioppo, Monreale

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