Un Incantevole Scrigno di Cultura

La Biblioteca “Ludovico II De Torres” fu fondata nel lontano 1591, all’interno del Seminario Arcivescovile di Monreale, per volontà di uno dei più grandi arcivescovi e mecenati della città normanna, il Cardinale Ludovico II De Torres. Da allora, le storie di queste due istituzioni si sono intrecciate a tal punto da renderle un binomio culturale inscindibile.

Seminario Antico e Biblioteca “Ludovico II De Torres”

La Biblioteca “Ludovico II De Torres” fu fondata nel lontano 1591 per volontà di uno dei più grandi arcivescovi e mecenati della città normanna, il Cardinale Ludovico II De Torres. La scelta della sede ricadde sul Palazzo Reale, regale ed antica cascina di caccia, che divenne nel 1590 Seminario Arcivescovile della città normanna: un prestigioso luogo di formazione di sacerdoti ed intellettuali di grande ingegno, quali il poeta Antonio Modica, Biagio Caruso, Nicolò Spedalieri, Benedetto d’Acquisto, Paolo Nascè, Battista Castiglia, Vincenzo Raimondi ed il filosofo Vincenzo Miceli. Le storie della Biblioteca e del Seminario sono pertanto intrecciate a tal punto da rendere queste due istituzioni un binomio inscindibile. 

Il Cardinale Ludovico II De Torres, che era uomo di vasta cultura, letterato, riformatore e collaboratore del Pontefice Clemente VIII, fece trasferire da Roma la propria quadreria (con 168 ritratti di uomini illustri) ed i propri libri al fine di donarli alla Biblioteca da egli fortemente voluta. La nuova istituzione trovò pieno riconoscimento ed approvazione con il Breve Pontificio di Gregorio XIV, emanato nel 1591, grazie al quale divenne di fatto la prima biblioteca di Monreale

Successivamente videro la luce anche le biblioteche dei Cappuccini e dei Benedettini ma nel 1866, a seguito della soppressione delle corporazioni ecclesiastiche, entrambe confluirono in parte nella Biblioteca “Ludovico II De Torres”. 

Due anni prima della sua morte, sopraggiunta nel 1607, il Cardinale Ludovico II De Torres venne nominato bibliotecario della Biblioteca Apostolica Vaticana. Gli arcivescovi che gli succedettero, in territorio monrealese, ebbero grande cura della Biblioteca del Torres prodigandosi affinchè ne venisse incrementato ulteriormente il lustro.

Il seminario, sotto l’episcopato di Venero, fu arricchito con importanti donazioni librarie e dotato di un archivio arcivescovile in grado di  custodire i documenti e gli atti riguardanti o il seminario o la giurisdizione spirituale e temporale dell’Arcivescovo.

L’apice dell’attività culturale del Seminario fu raggiunta, nella cosiddetta “Epoca d’oro”, con la nascita della “Accademia monrealese” voluta da Francesco Testa, Arcivescovo di Monreale dal 1754 al 1773. Francesco Testa istituì infatti, all’interno del suo Palazzo Arcivescovile, altri due seminari: uno denominato “Episcopio” per giovani di ogni condizione sociale, e l’altro chiamato “Convitto” per i giovani nobili. A testimonianza dell’alto livello degli studi in campo letterario e scientifico svolti a quel tempo in Seminario, Monreale verrà riconosciuta con gli appellativi di “Atene di Sicilia”, “Cittadella della metafisica”“Roccaforte della latinità” e “Vera Accademia dei Sapienti”

Anche l’Arcivescovo Testa contribuì all’incremento del patrimonio librario della Biblioteca con la donazione dei suoi libri e manoscritti. 

Negli anni a seguire, a causa dell’annessione dell’Arcivescovato di Monreale a quello di Palermo, il Seminario attraversò un periodo di decadimento e trascuratezza. Solamente nei primi anni dell’800, sotto il rettorato del sacerdote Biagio Caruso, vi fu un’inversione di tendenza. 

Domenico Benedetto Balsamo, Arcivescovo di Monreale dal 1816 al 1844, dispose l’esecuzione di importanti lavori di restauro della Biblioteca: muri, scaffalature lignee e legature dei libri. Questi interventi furono resi possibili grazie ad aiuti economici ricevuti da re Ferdinando III. Si deve sempre all’opera dell’Arcivescovo Balsamo l’istituzione del “Convitto dei Chierici Rossi”, così chiamati per la loro distintiva talare rossa.

La Biblioteca proseguì il suo percorso di crescita culturale. Secondo documenti custoditi nell’Archivio del Seminario, alla fine del 1800 il suo patrimonio letterario contava di 9820 volumi a stampa, 10 manoscritti, 30 opuscoli rilegati, 70 opuscoli sciolti.

Nel 1900, sotto la cura dell’Arcivescovo Domenico Gaspare Lancia dei Duchi di Brolo, le vecchie scansie della Biblioteca vennero sostituite con l’attuale scaffalatura lignea in noce. Al di sopra della nuova scaffalatura fu collocata, in secondo ordine, la preziosa pinacoteca donata dal Cardinale Ludovico Torres. Anche l’Arcivescovo Lancia di Brolo lascerà in dono la propria libreria alla Biblioteca. A lui, inoltre, va il merito di avere acquistato alcune case nel quartiere della Ciambra destinate ad ospitare chierici di condizione disagiate.

Nel corso del XX secolo il Seminario fu oggetto di importanti opere di restauro: sale a pianterreno, scale, incremento dell’arredamento e ripristino dell’antica immagine del prospetto. Nonostante gli interventi si decise comunque di procedere con la realizzazione di un nuovo Seminario in via Cappuccini, non molto distante dalla sede storica.

I lavori furono iniziati dal Cardinale Francesco Carpino ma il completamento dell’opera avvenne sotto l’episcopato di Corrado Mingo (dal 1961 al 1978).

Parallelamente, nel corso dello stesso secolo, il patrimonio artistico e letterario della Biblioteca acquisì ulteriore prestigio con le donazioni di una collezione di opere moderne, per volontà del notaro Domenico Leto, e della libreria personale dell’Arcivescovo Mingo.

Si deve a Mons. Cataldo Naro la scelta di realizzare una nuova e definitiva sede, nello storico quartiere della Ciambra, allo scopo di riavvicinare il Seminario al Palazzo Arcivescovile. A causa della sua dolorosa scomparsa, l’opera fu ultimata nel 2009 dal suo successore Mons. Salvatore Di Cristina.

La Biblioteca “Ludovico II De Torres” rappresenta oggi uno scrigno di tesori dal valore inestimabile, tra questi un evangelistario commissionato da Guglielmo II ai monaci per la Cattedrale, il tabulario di Santa Maria Nuova (un maestoso volume protetto da una copertina in legno) ed un codice diplomatico del quale esistono solamente due copie al mondo: una custodita a Monreale e l’altra nelle biblioteche Vaticane. 

La Biblioteca non è aperta al pubblico in modo continuativo ma solamente in occasione di eventi a carattere straordinario.

Informazioni

Via Arcivescovado, 2

Monreale

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