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La Strada del Vino Monreale Doc nasce per la promozione del territorio interessato dalla Denominazione inaugurata con la vendemmia 2001, corrispondente a un vigneto complessivo di circa 12 mila ettari, con uve bianche e nere, autoctone e internazionali.

La Strada del Vino DOC di Monreale

La Strada del Vino Monreale Doc, si estende alle spalle di Palermo, lungo un circuito che entra nel comune di Monreale, comprende in parte il comprensorio di Piana degli Albanesi e coinvolge per intero i comuni di Camporeale, San Giuseppe Jato, San Cipirello, Santa Cristina di Gela, Corleone e Roccamena.

E’ un territorio che strega per lo splendore architettonico della Cattedrale di Monreale, il massimo esempio di architettura Normanna in Sicilia; per gli scavi archeologici sul monte Jato, che hanno messo in luce testimonianze d’insediamenti datati agli inizi del primo millennio a.C. e per il patrimonio etnico e culturale rappresentato da Piana degli Albanesi.

Documenti

Il suono morbido di un sughero che viene stappato dalla bottiglia ha il suono di un uomo che sta aprendo il suo cuore. 

William S. Benwell

I vini della Doc Monreale, nascono in un’area a vigneto di circa 12.000 ettari in cui sono coltivate uve pregiate bianche e nere, autoctone e internazionali. La Doc Monreale è disponibile nelle tipologie Bianco, Rosso e Rosato, Ansonica o Inzolia, Catarratto, Chardonnay, Grillo, Pinot Bianco, Cabernet Sauvignon, Nero d’Avola, Merlot, Perricone, Pinot Nero, Sangiovese, Syrah.

Tutti i vini bianchi vengono prodotti anche nelle tipologie Bianco Superiore e Vendemmia Tardiva. I vini rossi possono offrire la vivacità e la freschezza dei Novelli nonché possono fregiarsi della menzione Riserva.

Il Monreale Doc Bianco si ottiene da uve Catarratto e Inzolia in percentuale non inferiore al 75%. A queste varietà possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca bianca autorizzati della zona (con una percentuale di Trebbiano Toscano non superiore al 30%). Si presenta all’esame visivo un colore giallo paglierino più o meno intenso. E’ inoltre contraddistinto da un profumo fine ed elegante e da un sapore delicato e tipico. La gradazione minima è di 11 gradi. Il Monreale Doc bianco si accompagna ad insalate di mare, cozze, pasta con le sarde e pesce alla griglia. Vanno serviti in calici svasati a una temperatura di 10-12°C.

Il Monreale Doc Rosso si ottiene da uve Nero d’Avola e Perricone per almeno il 50%. E’ prevista l’eventuale aggiunta di altri vitigni a bacca nera autorizzati della zona. Visivamente ha colore rubino più o meno intenso, un profumo gradevole, fine, vinoso e un sapore armonico, ricco di struttura. La gradazione minima è di 12 gradi. Il Monreale Doc rosso si abbina perfettamente con piatti a base di verdure, come la caponata e le melanzane, con i formaggi tipici siciliani come il Pecorino Siciliano stagionato e con piatti a base di carne di coniglio e capretto. Si consiglia di servirlo in calici ballon a una temperatura di 18-20 °C.

Il Monreale Doc Rosato viene prodotto con le uve Nerello Mascalese, Perricone e/o Sangiovese per almeno il 70%, a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca nera della zona. Si presenta di un colore rosa tenue più o meno carico e un profumo fruttato, fragrante. All’esame gustativo evidenzia un sapore armonico e fresco. La gradazione minima è di 12 gradi. Il Monreale Doc rosato si sposa perfettamente al salame Sant’Angelo, alla provola, alla tuma e alla ricotta e si serve in calici di media capacità a tulipano ampio a 12-14°C.

La Denominazione di Origine Controllata Monreale con la menzione Catarratto, Chardonnay, Grillo, Pinot Bianco, Cabernet Sauvignon, Inzolia, Nero d’Avola, Sangiovese, Syrah, Merlot, Perricone e Pinot Nero è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti per almeno l’85% dal corrispondente vitigno.

Visitare le cantine che ospitamo la produzione dei Vini Doc di Monreale è una tappa irrinunciabile per gli amanti del turismo enogastronomico in quanto unitamente alle tipicità locali come lo sfincione, il superbo pane di Monreale, la pasta con le ricette tradizionali del territorio, l’olio extravergine d’oliva Dop, le susine bianche (presidio Slow Food) ed i cannoli di ricotta, offrono al turista un contesto di sapori unico nel panorama internazionale.

Vinitaly 2016: il miglior vino bianco è il “Chara” del Feudo Disisa

La grande vetrina del vino mondiale, il nuovo concorso enologico del Vinitaly. L’edizione 2016, con 2.700 vini provenienti da 27 paesi giudicati da una super giuria selezionata e composta da professionisti d’altissimo valore e fama internazionale, ha visto trionfare come miglior vino bianco in assoluto il siciliano Chara 2015 Feudo Disisa, composto dagli autoctoni Catarratto ed Insolia

Lo speciale riconoscimento attribuitogli, il punteggio di 94/100, lo pone a pieno titolo tra i bianchi italiani di maggiore valore.

L’ottenimento di questo Premio Speciale 5 Star Wines per il miglior vino Bianco di Vinitaly 2016 è a completamento di un continuo lavoro aziendale in vigna per l’ottenimento d’uve dai parametri enotecnici di gran qualità, ed in cantina per portare in bottiglia eccellenti prodotti che valorizzino un territorio tanto vocato per la viticoltura di qualità.

L’Azienda Agricola Feudo Disisa, si trova in Sicilia, nel territorio di Monreale. Posta ad un’altitudine di 400-500 metri sul livello del mare, si estende per 400 ettari. L’area ricade nel DOC Alcamo e DOC Monreale per la produzione vitivinicola, e nel comprensorio della DOP “Val di Mazara per la produzione oleivicola

Mario di Lorenzo proprietario dell’azienda:
“Il prestigioso Trofeo 5 Star wines assegnato al Chara 2015 come miglior vino bianco corona brillantemente un percorso di crescita caratterizzato da un impegno costante e dalla continua ricerca della qualità.
Ne siamo orgogliosi perchè abbiamo raggiunto questo traguardo confrontandoci con i migliori vini del mondo e in particolare con il Chara che è un blend di Catarratto e Insolia due vitigni autoctoni che rappresentano la storia e la tradizione del territorio di Monreale.”

Tonino Guzzo enologo Azienda Disisa
“Provo una grande soddisfazione perché è davvero un premio importante essere primi assoluti tra tutti bianchi in concorso, sono orgoglioso perché i miei vini ottengono riconoscimenti in giro per il mondo, non è sempre facile coniugare il grande consenso dei consumatori e l’ottenimento di elevatissimi punteggi in degustazione alla cieca da degustatori professionisti”.