Un luogo pieno di Fascino Avvolto dal Mistero

In cima al Monte Caputo si ergono i resti del Castello di San Benedetto, una antica chiesa, metà fortezza, metà convento. Da raggiungere rigorosamente a piedi, questo bellissimo luogo conserva ancora il suo fascino incontaminato da quasi mille anni di storia.

Castellaccio

A difesa della sede arcivescovile e del monastero nel XII secolo i normanni erigono sulla sommità del monte Caputo (766 metri s.l.m.), a dominare la sottostante Monreale e l’entroterra, il Castello di San Benedetto, unico esempio nella Sicilia occidentale di monastero-fortezza.

Chiamato oggi Castellaccio, molto probabilmente per le sue tristi condizioni di conservazione, presenta un’impianto architettonico medioevale ideato come postazione di avvistamento delle navi dei pirati saraceni, che periodicamente terrorizzavano e depredavano gli abitanti di Palermo e dei suoi dintorni, anche se vari documenti lo annoverano anche come un luogo di riposo o di convalescenza a disposizione i monaci del monastero di Monreale.

Il carattere prevalentemente militare, confermato da notizie storiche fino a tutto il XIV secolo, più che monastico è comunque evidente nella posizione dominante del monumento e soprattutto dalla presenza di particolari architettonici quali l’elevato spessore dei muri (spessore medio di 1,50 metri), le numerose torri di cortina, le feritoie molto strombate e la torre d’ingresso con accesso “a baionetta”.

Il complesso monumentale presenta un lunghissimo edificio (di circa 80×30 metri ed occupante una superficie di mq. 2295) munito, sul fronte occidentale, di 4 torri rettangolari disposte in modo regolare mentre sul fronte opposto vi sono un torrione di accesso ed una torre mediana. Le mura difensive, costruite utilizzando blocchi calcarei appena sbozzati, si caratterizzano per le poche aperture: sono infatti presenti due porte d’ingresso (collocate nella facciata settentrionale) qualche monofora ogivale e delle feritoie dalla forma stretta ed allungata.

L’interno del castello si divide tra un settore residenziale (oggi senza copertura), che si articola intorno ad un cortile con numerosi ambienti, stretti ed allungati, ed un settore monastico (che si raggiunge percorrendo corridoio stretto e lungo), composto da una chiesa triabsidata (impiantata parzialmente su una cisterna) e da un ulteriore cortile delimitato da stilobati (sicuramente un chiostro).

Nei secoli successivi alla sua costruzione, nonostante la sua possenza, il castello venne danneggiato in modo rilevante dal passaggio delle truppe di Giovanni Chiaromonte ma, data la sua importanza strategica, Papa Urbano V ne ordinò il rapido ripristino allo stato originario.

Nel XVI secolo il Castellaccio iniziò la sua lenta, ma inesorabile decadenza che proseguì per molti secoli, fino quando nel 1898 l’architetto Giuseppe Patricolo si prese cura del restauro del “Castellaccio” al fine di arrestarne il rapido degrado.

Il monumento si presenta ancora ai nostri giorni in tutta la sua imponenza e con il suo alone di mistero, caratteristica probabilmente donata dalla mancanza dei vari particolari architettonici che ne alterano il profilo originario. Da diversi anni è divenuto un rifugio alpino gestito dal Club Alpino Siciliano, ospita alcuni posti letto ed una cucina rustica.

Informazioni

Viale Regione Siciliana, 133

Monreale

Club Alpino Siciliano

Via Paternostro, 43 – Palermo

Telefono: 091.581323

Lu-Sa: 9:00 – 12:30 | 16:00 – 19:00

Do:  9:00 – 12:30

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