Il SS. Crocifisso, Protettore della Città

Nel mese di Maggio, oltre tre secoli di devozione rivivono nei festeggiamenti che vedono condurre ogni anno in processione il simulacro del SS. Crocifisso. La tradizione vede il suo inizio nel lontano 1626, anno in cui l’Arcivescovo spagnolo Girolamo Venero istituì la festa come atto votivo a quel Cristo che aiutò Monreale e la Sicilia intera a sconfiggere la peste che affliggeva la popolazione.

La leggenda

Intorno al 1540, durante la navigazione nel Mar Mediterraneo vi fu l’incrocio tra una nave turca ed un’altra con a bordo cristiani delle zone di Monreale, Altarello di Baida e Boccadifalco. La leggenda vuole che a bordo della nave turca vi fosse un Crocifisso che l’equipaggio trattava in modo oltraggioso. Per mettere fine agli atti blasfemi verso la sacra immagine, l’equipaggio misto di palermitani e monrealesi offrì un’ingente somma di denaro per entrare in possesso del Crocifisso: l’offerta ritenuta congrua, fu accettata.

Rientrati al porto di Palermo nacque però una disputa, infatti sia la parte di equipaggio monrealese che quella palermitana rivendicava l’appartenenza del Crocifisso sottratto ai turchi. Per risolvere la controversia fu deciso di adagiare l’oggetto sacro della contesa su di un carro trainato da buoi con l’accordo che, ovunque esso si fosse fermato sarebbe sorta una chiesa nella quale il Crocifisso sarebbe stato custodito. I buoi interruppero definitivamente il loro cammino in territorio monrealese e nonostante ricevetterro delle percosse non vollero più spostarsi da quel luogo dove oggi sorge la Chiesa della Collegiata.

Il noto scrittore Giuseppe Pitrè ci narra invece un’altra versione della leggenda:

“Una vecchietta sui 75 anni, certa Michela, mi ha raccontato:

Un monrealese aveva un giardino di rose, venne a Palermo a venderne, ma non trovò chi ne comprasse, onde s’avviò per andarle a buttare a mare. Quivi un marinaio gliele chiese in cambio di un Crocifisso ch’egli aveva in barca. A quel Crocifisso mancava la testa. Adagiata sopra un carro tirato da buoi, Esso fu portato fino a Monreale, proprio là, ai piedi dell’attuale Collegiata. Chiuso entro una chiesa e riaperto al terzo giorno, fu trovato bello e compiuto con l’espressiva testa che ora ha”.

La storia

Come sempre la versione storica differisce in modo consistente da quella leggendaria. Intorno all’anno 1400 fu eretta, con la funzione di sede dell’omonima confraternita, la Chiesa del SS. Salvatore, divenuta successivamente Chiesa della Collegiata quando divenne la sede del Collegio dei Canonici. L’allora arcivescovo di Monreale, Monsignor Venero, commissionò la fattura del “SS. Crocifisso” ai Gagini, famiglia di rinomati scalpellini e scultori di origine Siciliana.

In antichità, il simulacro del SS. Crocifisso veniva coperto da sette veli che nessuno era autorizzato a rimuovere: il primo era di colore rosso, i successivi cinque raffiguravano alcuni episodi della passione di Cristo mentre il settimo (interamente di colore nero) al centro riportava la scritta “expiravit”. Oggi il Crocifisso non viene più coperto, tranne che durante la liturgia penitenziale nei venerdì di Quaresima conosciuta come “La calata dei veli”.

I festeggiamenti

I festeggiamenti in onore del SS. Crocifisso si svolgono ogni anno nei giorni 1, 2 e 3 del mese di Maggio. In questi giorni di grande festa per la città di Monreale, le strade e le piazze luccicano grazie alle “luminarie” e sono animate dalla presenza di numerose bancarelle e di gente, attirata da ogni parte d’Italia per assistere alle diverse manifestazioni folkloristiche promosse per il loro intrattenimento: bande musicali che suonano per le vie della città, concerti tenuti da star della musica italiana, spettacoli degli sbandieratori ed un Luna Park allestito appositamente per l’evento al fine di allietare grandi e piccini.

L’apice delle celebrazioni in onore del SS. Crocifisso viene raggiunto il giorno 3 maggio. Dopo la funzione, da parte dell’Arcivescovo, del solenne pontificale ha luogo uno dei momenti più commoventi e di richiamo della folla: la discesa dall’altare del SS. Crocifisso. Il Pitrè, il secolo scorso, descriveva così questo momento:

“…i sottostanti fanno ressa per salire anche loro,

ma non trovano spazio per mettere un piede… “

Ed ancora ai giorni nostri, dopo che la venerata immagine viene calata dall’altare ed adagiata sullo zoccolo della “Vara”, la folla di fedeli si accalca con la speranza di riuscire a sfregare i propri fazzoletti sull’effige o semplicemente di accarezzarla dolcemente.

Il SS. Crocifisso viene successivamente collocato all’esterno della chiesa, proprio sotto al grande pannello di maiolica che raffigura la sua immagine, in attesa che allo scoccare delle ore 18.00 il suono del campanello e dei tamburi diano inizio alla solenne processione mentre contemporaneamente il suono a festa delle campane comunica a tutta la cittadinanza l’inizio dell’evento. La “Vara” è portata a spalle dai “Fratelli”, uomini appartenenti alla Confraternita del SS. Crocifisso. Le vesti peculiari dei fratelli prevedono l’utilizzo di un fazzoletto bianco per coprire il capo, camicia e pantaloni bianchi, un nastro rosso attorno alla vita ed una tovaglia bianca che raffigura l’immagine e la scritta del SS. Crocifisso.

La processione ripercorre gran parte dell’antico percorso disegnato nel 1625 dall’Arcivescovo Venero ed ancora oggi richiama tantissimi fedeli uniti in un fiume di ceri accesi che avanza per le vie della città sotto una pioggia di petali di rose. Durante il tragitto un fratello fra i più adatti, ad alta voce e con la mano destra protesa avanti, alterna a gran voce le dodici invocazioni ricevendo in coro dal gruppo il grido “Grazia”.

Man mano che la Sacra Effige avanza non mancano i momenti di grande attrazione come il bacio dei bambini dato al simulacro ad ogni sosta o l’arrivo allo “Spasimo” dove, dopo avere affrontato una ripida discesa (“a scinnuta ru Signuri”), il SS. Crocifisso viene posto al centro della piazza, davanti alla statua di San Pio da Pietrelcina, con lo sguardo rivolto in direzione della Conca d’Oro al fine di estendere la sua benedizione a tutto il territorio.

Il termine del “Viaggio” avviene intorno alle 2:00 del 4 Maggio, quando il Crocifisso raggiunge la piazza antistante il Palazzo del Comune ed un fastoso spettacolo di giochi pirotecnici saluta il suo arrivo; a conclusione di questo meraviglioso momento, che illumina a festa i cieli del paese, il SS. Crocifisso imbocca lentamente la direzione della via Umberto I verso la Chiesa della Collegiata per la sua ”ricollocazione” nella cappella posta sull’altare maggiore.

Ad accompagnare il tragitto conclusivo si leva il grido:

“U nostru Patri ritorna a la casa”
“Grazia Patruzzu amurusu, Grazia!”

“Il Padre nostro ritorna a casa”
“Grazia Padre amoroso, Grazia!”

Durante tutto il mese di maggio i devoti che hanno ottenuto o chiedono qualche grazia ripercorrono, peduli o scalzi, il percorso seguito dal SS. Crocifisso durante la processione.

Informazioni

via Umberto I, 187

Monreale

Telefono: 091.6402018

@: monreale.sscrocifisso@virgilio.it

Lu-Sa: 9:00 – 12:30 | 16:00 – 19:00

Do:  9:00 – 12:30

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